ALGHE IN ACQUARIO: come prevenirle, individuarle ed eliminarle

ALGHE IN ACQUARIO: come prevenirle, individuarle ed eliminarle

alghe_biodiesel_microlife_alghe_produzione_biocarburante_biocarburanti_alghe_biodiesel_alghe_7 Le alghe sono piante Tallofite ed assieme ai batteri, ai funghi ed ai licheni sono caratterizzati dalla mancanza di distinzione tra radice, fusto e foglie (Tallo). Anch’ esse svolgono fotosintesi clorofilliana ed assieme ai funghi ed ai licheni costituiscono i vegetali più antichi e primitivi, capaci di riprodursi in modo sessuato, con giunzione dei gameti, ed in modo asessuato, ossia esclusivamente per scissione o gemmazione. Le alghe negli acquari, si formano per svariati motivi tra cui la scelta errata delle luci al suo interno, filtri poco efficienti, l’eccessiva presenza di pesci a dispetto delle dimensioni della vasca, residui di cibo sul fondo e la scarsa manutenzione in generale, ma sopratutto la scarsa presenza di piante superiori.

DSCN9385Come mai pur avendo i Nitrati a zero nella mia vasca spuntano le alghe? La risposta è da ricercarsi nella purificazione biologica dell’acqua ad opera dei batteri nitrificanti e denitrificanti. Quando è presente una buona attività batterica le alghe non si manifestano in maniera eccessiva, perchè i batteri hanno scisso le sostanze organiche in un continuo susseguirsi di scambi chimici, per cui i rifiuti dei pesci vengono resi assimilabili dalle piante passando attraverso la continua elaborazione dell’ammonio/ammoniaca ad azoto. Nella loro lunga storia evolutiva, durata miliardi di anni, quindi, molte specie di alghe hanno trovato modo di sopravvivere anche in condizioni di vita sfavorevoli, per cui risulta di grande importanza il ruolo ricoperto dall’azoto, sotto forma di nitrati, ed il fosforo, sotto forma di fosfati.

COME PREVENIRE LE ALGHE IN VASCA:

Riassumento tutto quello che è stato spiegato fino ad ora, le regole per prevenire la formazione delle alghe in acquario sono:

  • Non sovrappopolare la vasca, quindi tenere il carico biologico basso.
  • Essere molto parzimoniosi col cibo e assicurarsi che venga mangiato tutto in pochi minuti.
  • Illuminazione adeguata; (normalmente 2 lampade, 1 fitostimolante rosa e 1 a luce solare bianca oppure combinazioni led) accese per 8-10 ore continuativamente.
  • Fertilizzare regolarmente e nel modo giusto a seconda delle piante che abbiamo in acquario, utilizzare eventualmente carboni attvi in pellet all’ interno dei filtri, per l’ assorbimento delle sostanze in eccesso. (utilizzare anche C02 anidride carbonica per favorire la fotosintesi clorofilliana).
  • Introdurre molta vegetazione e piantumare con piante sia a crescita veloce che lenta. (mettendole così in competizione con le alghe e riuscendo a far nutrire loro a discapito di quest’ ultime).
  • Cambi di acqua frequenti, anche settimanali del 10% 15 % con acqua d’ osmosi.
  • Inserimento nel biosisitema di alcuni pesci ed invetebrati che si ciberanno delle alghe presenti in vasca, esempio: chiocciola Neritina Pulligera military helmet, Planorbarius, pesce Otocinclus o Siamensis, gambero Caridina japonica Amano shrimp.
  • Durante l’ avvio di una nuova vasca si consiglia di partire con 5/6 ore di luce al giorno, non somministrare fertilizzanti ne C02 per la prima settimana, di conseguenza aumentare gradualmente nelle settimane successive.
  • Utilizzo di strumenti sterilizzatori elettrolitici, che inibiscono le alghe in sospensione.

 

COME ELIMINARE LE ALGHE PRESENTI:

Se siamo arrivati al punto di dover eliminare le alghe che si sono formate in vasca, esistono 3 metodi; metodi meccanici, biologici e chimici:

METODO MECCANICO: Prevede l’ uso di appositi attrezzi come lame per i vetri, raschini e spazzolini per gli arredi come legni e pietre, e poi l’ impiego di un sifone a campana che aiuti a rimuovere i detriti presenti sul fondo mentre aspirate l’ acqua.

METODO BIOLOGICO: Inserimento nel biosisitema di alcuni pesci ed invetebrati che si ciberanno delle alghe presenti in vasca, esempio: chiocciola Neritina Pulligera military helmet, Planorbarius, pesce Otocinclus o Siamensis, gambero Caridina japonica Amano shrimp.

METODO CHIMICO: Per metodo chimico intendiamo l’ utilizzo di prodotti alghicidi, però sconsigliamo l’ uso di quest’ ultimo poichè potrebbe essere dannoso sia per le piante presenti in acquario sia per i pesci e gli invertebrati.

COME INDIVIDUARE E TRATTARE I GENERI DI ALGA:

puntiformi 2Alghe verdi puntiformi: Sono alghe che si formano in vasche con acqua di buona qualità, non sono dannose per le piante e tantomeno per i pesci. Solitamente formano dei piccoli puntini di colore verde o verde scuro sia sulle piante che sui vetri, sono molto tenaci e difficilmente i classici mangiatori di alghe riescono a debellarle. Spesso, a seconda dei valori chimici dell’acqua, possono scomparire o riapparire senza motivo.

filamentoseAlghe verdi filamentose: Le loro esigenze sono simili a quelle delle piante e la loro crescita indica, solitamente, un buono stato generale della vasca e dei valori chimici. Sono alghe del genere Spirogyra e non provocano danni se non di concorrenza verso le piante. Solitamente sono stimolate dalla forte irradiazione luminosa.

verdi a pellicciaAlghe verdi a pelliccia: Sono alghe verdi del genere Oedogonium, formano fitte foreste di esili filamenti di colore verde su tutte le piante, in particolare su quelle esposte maggiormente alla luce. Sono alghe che crescono rapidamente infestando ogni sorta di pianta ed arredamento, crescendo a macchia d’olio ed espandendosi su ambienti limitrofi alla colonia. I valori chimici dell’acqua (PH, GH, KH) non sono determinanti per la loro crescita. Solitamente valori di nitrati e di fosfati molto alti sono elementi scatenanti per queste alghe. I pesci vegetariani asportano solo le parti giovani e tenere.

nere puntiformiAlghe nere puntiformi: Compaiono solitamente sulle piante con foglie coriacee a seguito di grossi innalzamenti di composti azotati e fosforici. Solitamente sono il segno di una trascuratezza nella cura dell’acquario e della qualità dell’acqua. Filtri sporchi, mancanza di regolari cambi d’acqua e sovrappopolazione sono le cause principali d’infestazione. Sopraggiungono come singoli punti neri o nero verdastri, per poi formare ampie macchie scure sulle foglie, fino a sopprimere le piante troppo colpite.

Alghe a gomitolo: Sono alghe del genere Ulotrix (alghe Cloroficee) e formano lunghi filamenti di colore verde chiaro, che tendono ad arrotolarsi a gomitolo. Sono alghe di formazione e sopraggiungono a maturazione di vasche nuove, quando cioè le sostanze organiche nel nostro acquario non sono più sufficienti per la crescita delle piante e le stesse tendono a fermarsi. Non sono alghe dannose, se non consideriamo la sottrazione dei nutrienti che spettano alle piante.

nere a pennelloAlghe nere a pennello: Sono il terrore di ogni acquariofilo. Solitamente compaiono come piccoli ciuffi di colore nero, per poi formare una sorta di barba lungo il margine fogliare di piante coriacee. Sono alghe del genere Audouinella e possono presentarsi in due forme; una più bassa e non lunga più di 5 mm, un’altra lunga anche 20 mm. Solitamente, al contrario di quanto si dice in giro, è un’alga che non ama le acque sporche o cariche di composti organici, al contrario, un eccesso di nitrati e fosfati rallenta la loro crescita. Un aumento graduale della concentrazione dell’anidride carbonica disciolta, con l’ausilio di un diffusore, e l’introduzione di veloci antagonisti, come piante del genere Limnophila e Hygrophila, permette dei buoni risultati.

verdi a ciuffoAlghe verdi a ciuffo: Sono alghe di un colore verde intenso o verde chiaro appartenenti al genere Phitophora e formano ciuffi, grandi anche qualche centimetro, su foglie ed arredi. I singoli ciuffi sono poco aderenti al substrato e si strappano con facilità senza lasciare traccia. In linea di massima preferiscono come substrato rocce e legni fortemente illuminati. Le piante vengono danneggiate di rado, per questo si preferisce pensarle come un elemento decorativo inusuale per i legni. La crescita delle alghe in questione è solitamente dovuta ad un eccesso di fosfati e/o nitrati. verdi a ciuffo 2Queste alghe non sono “trattabili” né con prodotti chimici, né con pesci mangiatori di alghe, ai quali risultano particolarmente inappetibili. L’unico rimedio è quindi l’asportazione manuale, eliminando eventualmente le foglie infestate (che normalmente sono quelle più vecchie in Anubias o in altre piante a crescita lenta) e la prevenzione.